Una storia dolce può riservare una sorpresa…amara

Una storia dolce può riservare una sorpresa…amara
Secondo capitolo di Un posto che mi piace

Quando Remie aprì la dispensa per prendere gli ingredienti per le dolci preparazioni, si accorse che le uova riservate alle ricette per la festa erano sparite. Le scatole erano tutte vuote.
Non ce n’era più nemmeno mezza.

Remie chiamò disperato la signora Patty Pouf che nel frattempo stava offrendo la merenda ai suoi ospiti, nella saletta della pasticceria.
Quando fu davanti alla dispensa, anche lei, crollò.
Nessuno dei due credeva ai loro occhi. Le uova erano sparite sicuramente nella notte, o nella mattinata, quando i due erano intenti a sfornare le torte per la colazione.
Come avrebbero potuto preparare tutti i dolci per la festa di Camille?!
Dove avrebbero potuto trovare così tante altre uova in breve tempo?
Chi poteva esser stato a rubarle, e perché?

I due non si davano pace. Erano letteralmente disperati.
Ma quando tutto sembrò perso, la signora Patty Pouf ebbe un lampo di genio.
“Se le uova non abbiamo, le uova non usiamo!”.
Remie guardò perplesso la signora Patty Pouf. Come avrebbero potuto far crostate e biscotti senza uova?!
Impossibile!

Ispirata da un insolito buonumore, nonostante l’intoppo, la signora Patty Pouf spiegò il nuovo piano a Remie, pregandolo di andare subito da Camille per avvertirla del cambio di programma.
Camille, bambina dolce ed entusiasta si sarebbe appassionata subito al nuovo “Menu” e tutto sarebbe andato per il meglio, la signora Patty Pouf ne era certa.

Dopo poche ore Remie e la signora Patty Pouf erano ai fornelli. Passarono la notte insonne a sfornar prelibatezze.
Un dolce profumino usciva dalla porta aperta della pasticceria e coloro che passavano di là, incuriositi infilavano il nasino nella saletta per ricevere qualche anticipazione sulla festa.
Nessuno poteva immaginare cosa il nuovo Menu avrebbe riservato loro.
Nel pomeriggio del sabato, il piccolo fattorino, riccio Fernand, andò a caricare le delizie col suo carrettino e portò tutto alla festa.
Davanti alla casa della famiglia Trott si respirava già aria di festa. Bandierine colorate erano state appese alla grande quercia, fiori colorati erano stati sistemati in vecchie tazze da tè e un grande bancone attendeva i dolci della pasticceria.

Mouska era l’addetta agli allestimenti. Le erano state date delle indicazioni ben precise, così iniziò a tirar fuori ogni genere di coppetta e cucchiaino, ed iniziò ad apparecchiare la tavola..
Dagli scatoloni della signora Patty Pouf iniziarono a spuntare delle confezioni che contenevano delle creme colorate alla frutta.
Creme profumate e ghiacciate, grazie a speciali contenitori.
In altri piccoli recipienti vi erano delle caramelle e delle morbide gelatine di frutta. Gustose, colorate, coperte di zucchero, al mirtillo, alla fragola, alla menta. Poi vi erano delle boccettine di glasse miste e succose.
Qualcuno aveva preparato un cartello con su scritto “Gelato party” che Mouska appoggiò sopra un cavalletto di legno all’ingresso del vialetto.

Gli invitati iniziarono ad arrivare e quando intravidero tutto quello che era stato preparato furono felici ed entusiasti. Qualcuno non aveva mai assaggiato il gelato fino a quel momento e quel sapore così semplice e genuino fu una vera e propria scoperta. Una dolcissima scoperta.
La giornata trascorse in pace a allegria e Camille fu entusiasta della riuscita della festa e dell’inaspettato buffet.

Alla fine, Remie e la signora Patty Pouf avevano imparato che le cose possono riuscire bene anche con qualche mancanza, basta usare un po’ di creatività.
La signora Patty Pouf prese infatti “500 ml di panna da montare, bella fredda e con la frusta la montò, vi aggiunse 350 g. di latte condensato per ogni vaschettina di gelato, e infine la frutta frullata a piacere. Una volta pronto lo mise nella ghiacciaina”. Il Gelato furbo e improvvisato fu infatti facile da fare all’ultimo momento, e guarnito con tutte quelle caramelle e glasse deliziose fu ancora più gustoso.

Restava però da scoprire cosa si celava dietro alla scomparsa delle uova.
Tornati a casa i due pasticcieri decisero di indagare, iniziando proprio dall’addetto al trasporto delle uova.

Cosa accadde lo scoprirete nel prossimo capitolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Carrello