Mamma, mi ascolti?

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Stamani mia madre, come sempre quando viene a fare da Baby sitter alla mia bimba di poco più di un anno, è arrivata all’alba e piena di vitalità, beata lei.
La sera prima le avevo detto di non portare niente perchè avevo appena  fatto la spesa “grossa” e che il frigorifero era strapieno di cibo.
Naturalmente come sempre, lei ha ignorato le mie parole presentandosi con:
1 kilo e mezzo di macinato per fare il sugo;
carote, zucchine e tutto il necessario per fare il passato di verdure;
odori e company per fare il brodo;
1 coniglio intero;
1 pollo ed un suggerimento: “Questo lo dai alla bimba, è del contadino, è ottimo”;
svariati pomodori dell’orto dello zio.
In preda allo sgomento, la ringrazio per tutto quel Ben di Dio che non saprò dove conservare, visto che nel frigo non c’è posto neppure per un pinolo, e penso a tutta la carne acquistata il giorno prima e che dovrò surgelare onde evitare di buttar via roba.
Dopo essere entrata e dopo aver appoggiato le 3 sportine traboccanti sul piano della cucina, mi fa:
-Ma oggi che fo?
Ed io scrutando i sacchetti rispondo:
-Per la bimba i ravioli.
Lei:
-Ma io alla bimba avevo pensato di fare il passatino di verdure.
-I ravioli li mangia volentieri e poi son freschi, li ho comprati ieri, sennò mi tocca buttarli.
-Ma ho portato anche la bietola.
-Allora fai il passatino.
-E per noi?
-Il pollo arrosto, visto che l’hai portato!
-Ma ho portato anche il macinato per fare il sugo per la pasta.
-Allora fai il sugo.
-Faccio anche il pollo?
-No, basta la pasta.
-Sennò fo solo il pollo, che ne dici?
-Fai come ti pare.
Esco stizzita e borbottando fra me e me (ma con voce abbastanza alta in modo che Lei mi senta), che è praticamente inutile che mi chieda cosa deve fare se tanto poi deve fare quello che le pare. Ma naturalmente è come parlare al vento. O se fosse semplicemente sorda?!?
Verso le 11 di mattina mi squilla il cellulare, è Lei.
-Dimmi mamma.
-La bambina ha la diarrea.
-Ah.
Pausa. Lei non dice niente e aspetta che parli io:
-E allora?
-E allora nulla. L’ha fatta due volte. Quasi acqua, finchè  ho visto dei pippi neri. Dopo aver ispezionato il pannolino li  ho riconosciuti: fagioli. Ma che le avete dato da mangiare ieri sera?
-Fagioli mamma. La bimba ha mangiato dei fagioli ieri sera, e le son piaciuti molto.
Era “Feijoada (fagiolada) brasiliana” per l’esattezza, ma ho omesso di darle questa informazione.
-Si ma allora oggi le fo i ravioli al sugo?
-I ravioli al sugo? O non avevi detto che le facevi il passato di verdure?
-Allora le fo i ravioli nel passatino?
-I ravioli nel passatino?
-Si, perchè te come glieli fai di solito?
-Io glieli condisco semplicemente con olio a crudo e formaggio. Poi fai te.
Riaggancio con la curiosità di sapere cosa mangeremo oggi.
Quando torno la bimba ride gaia nel seggiolotto e mi fa le festine.
-Ciao amore, come stai?
Risponde cantando fiera: “AaaaTTa, aaaTTa” (Staccia buratta, l’ha imparata qualche giorno fa).
Poi chiedo:
-La bimba ha già mangiato?
-Si.
Risponde Lei dalla cucina.
-Cosa?
-Ravioli al pesto.
-Il pesto?
-Si, te n’ho portato un vasetto, l’ho fatto ieri, è buonissimo.
In tavola per noi c’è già la pasta al sugo scodellata e che aspetta di farsi mangiare.
Prima però faccio un passaggio in cucina e scopro:
un pentolone di sugo che basterebbe a sfamare un battaglione di soldati, tenendo presente che ne è stato già usato un bel po’ per condire la pasta per oggi;
una pentolina con del brodo;
un tupper pieno di passato di verdure;
un involucro con del trito con (credo) aglio e rosmarino, del quale ignoro l’utilità;
del pollo lesso;
un vasetto di pesto.
-Mamma questo trito a cosa serve?
-Per quando cuoci il coniglio, te l’ho già spezzato, è nel tegame.

Grazie mamma, anche quando non mi ascolti!

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